La DAD non è il male assoluto: la DAD fatta come si sta facendo in Italia è il male assoluto. Ma si può migliorare, investendo sulla cinghia di trasmissione: gli insegnanti.

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“Le indicazioni del MIUR sono chiare: tenete le lezioni come se foste in classe. Solo che in classe non ci siamo”. Fabrizio Venerandi, professore genovese tra i pionieri della letteratura elettronica, pensa che si stia perdendo una grande opportunità. “La didattica in digitale può essere diversa, si potrebbero usare strumenti di classe capovolta, o altri media come ad esempio una scrittura collettiva, in contemporanea, su un Google Doc condiviso. A me piace giocare, e personalmente sto proponendo agli studenti degli esperimenti didattici che usino anche i media con cui i giovani hanno più confidenza: ad esempio, chiedo loro di farmi una recensione di un libro o di un film come se fossero degli youtuber. …

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Monopolio delle destre negli ultimi decenni, declinata verso lo straniero, con il covid la paura torna a essere un argomento usato anche dalla narrazione progressista.

Non esiste in ambito politico un argomento più intimo e personale della reazione all’emergenza sanitaria. Il modo in cui il singolo elettore si pone rispetto al covid-19 prescinde totalmente dalle posizioni ideologiche su cui invece generalmente si polarizza in maniera quasi automatica il dibattito quotidiano: pro-migranti a sinistra, anti-aborto a destra, e via discorrendo.

Tra le grandi fratture che la pandemia ha provocato, un ruolo poco discusso è quello dell’imprevedibilità con cui ha colpito i singoli individui nella loro postura pubblica rispetto al tema delle mascherine. …

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In un Paese che celebra l’anticonformismo e distilla demagogia in posture di opposizione spesso sterile, difendere l’operato del Governo è un esercizio impopolare. Ma nella congiuntura storica più favorevole ai populisti, sostenere tesi impopolari — o impopuliste, come le descriveva Gentiloni — è anch’esso un atto di resistenza culturale.

Per cui: non credo di dire nulla di nuovo se affermo che essere degli umani sul Pianeta Terra nel 2020 è un gran casino. Per ovviare alla situazione peggiore — un gran numero di morti, anche se per fortuna il virus in termini percentuali, e purtroppo non assoluti, non uccide molto — ogni governo sta sperimentando le contromisure meno dolorose dal punto di vista economico per la maggior parte della popolazione, per cercare di appiattire questa benedetta curva mentre qualcuno nei laboratori si spera stia trovando il vaccino definitivo. …

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Il focolaio nato da una grigliata tra dominicani, o dalla festa di promozione della squadra in serie A? In ogni caso, il Paese sta perdendo un’ottima occasione per imparare dagli errori di contenimento e gestione della pandemia del Comune ligure.

La Spezia, 17 settembre 2020 — La seconda ondata è già qui, solo che nessuno se n’è accorto.

Siamo nel Comune della Spezia, più o meno uno a caso tra il centinaio di capoluoghi di provincia italiana. …

Dello schianto delle nostre aspirazioni pre-Quarantena. E del rumore che fa.

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È durata poco, la luna di miele ideologica post-Pandemia. Quella follemente propositiva, in cui immaginavamo, malauguratamente troppo spesso dal nostro divano, di poter costruire un mondo nuovo, più giusto, più sostenibile, capace di esprimere il meglio di noi come singoli e come collettività.
Alla fine del primo lockdown — perché è chiaro che per come sono state disegnate le regole dei grandi compromessi e dei piccoli cabotaggi all’italiana, non sarà l’ultimo: chiamatemi pure uccello del malaugurio — ci ritroviamo con lo stesso mondo di prima, di cui già eravamo almeno parzialmente insoddisfatti, solo enormemente più brutto.
Pieno di gente in giro, tutti con la mascherina (lo so, è giusto così, ma io non mi sono ancora abituato, mi sembra ancora un film dalla sceneggiatura mediocre), code di un’ora e mezzo al supermercato anche se hai finito il bagnoschiuma, metti-i-guanti-togli-i-guanti, ristoranti aperti ma con regole improbabili, e dunque probabilmente semivuoti, tutti con meno soldi da spendere, e certezze riguardo al futuro necessarie per tornare a farlo, frontiere aperte ma con controlli negli aeroporti ancora più assurdi dell’immediato post-11 settembre (le fobie si stratificano, non si annullano vicendevolmente); niente abbracci, o comunque ogni abbraccio, ogni stretta di mano, un senso di colpa. …

I progressi scientifici di cui abbiamo bisogno per fermare il COVID-19.

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(questo articolo è la traduzione dell’intervento di Bill Gates sul suo Gates Notes, che potete leggere nella sua versione originale qui)

La pandemia di coronavirus contrappone tutta l’umanità al virus. Il danno alla salute, alla ricchezza e al benessere è già stato enorme. È come una guerra mondiale, tranne che in questo caso, siamo tutti dalla stessa parte. Tutti possono lavorare insieme per conoscere la malattia e sviluppare strumenti per combatterla. Vedo l’innovazione globale come la chiave per limitare il danno. …

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Masks in Rome — now available outside Netflix platform.

Those who were born in my generation of the Early Millennials have only seen the descending parable of the Italian peninsula: the constant loss of relevance on the world stage, the progressive erosion of credibility of the political class, an unprecedented demographic — and ideological — aging.
The outbreak of the epidemic in Italy, the first country in the West to be hit by the Coronavirus, has brought the Boot back to the center of the worldwide scene (well, it was not a choice, to be fair).

From a medical, economic and political point of view, Italy will be a great test for the whole world, having the “advantage” of that couple of damned weeks compared to most of the G7 countries.
I have always found patriotism essentially an anachronistic, ridiculous, often unjustified thread, sometimes with fascist echoes, especially when it was based on an alleged gastronomic superiority, or on the football skills of the country.
Instead, I find it today, in these lonely days, of fear and reflection, and of comparison with what is happening elsewhere near (France, Germany, Spain, UK) and far away (USA, above all), where Governments face a health emergency with a disconcerting lightness. …

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Chi è nato nella mia generazione degli Early Millennials ha visto solo la parabola discendente di questo Paese: la perdita costante di rilevanza sulla scena mondiale, la progressiva erosione di credibilità della classe politica, un invecchiamento demografico — e ideologico, mi sento di aggiungere — senza precedenti.

Lo scoppio dell’epidemia in Italia, primo Paese in occidente, ci ha riportati nostro malgrado al centro del palcoscenico. Da un punto di vista medico, economico e politico saremo un grande test per il mondo intero, avendo quel “vantaggio” di quel paio di maledette settimane rispetto alla maggior parte dei G7.

Ho sempre trovato il patriottismo sostanzialmente anacronistico, un filo ridicolo, spesso ingiustificato, talvolta con echi fascisti, specie quando si basava su una presunta superiorità gastronomica, o sulle capacità calcistiche del Paese. …

Perché dall’ottimismo non si può guarire, ma si può apprendere.

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Dato che è impossibile non parlarne, almeno dividiamoci i ruoli. Ai medici le sentenze sulle mortalità, agli economisti quelli sulle ricadute economiche, ai sociologi le implicazioni sulla vita quotidiana.

E ai giornalisti, il compito di filtrare, sintetizzare e divulgare.

Perché per la maggior parte delle persone viventi in Italia questa è una prima volta, e come sempre dalle prime volte si possono imparare un sacco di cose. E anche perché, a sentire qualcuno, potrebbe non essere l’ultima. Dei 7 tipi di coronavirus conosciuti, con quattro conviviamo già regolarmente: uno di questi è quello che ci porta ogni anno a riprendere il raffreddore, dato che il nostro corpo si dimentica di averlo già preso l’anno prima. …

Storia di una mappatura del genoma, con una legenda “umana”.

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“No, non farlo. E se poi scopri che ti viene l’Alzheimer?”. “Io sono per vivere la vita giorno per giorno, non voglio sapere di che morte morirò”.

Non sono ancora molti i fan della mappatura del genoma nella società occidentale. A livello marketing, l’iniziativa che è risultata più sexy è stata sicuramente quella di aziende come 23andme, che attraggono clienti suggerendo di poter risalire ai propri antenati.

Queste società in realtà non si occupano davvero di mappatura del genoma: si limitano a mappare infatti solo lo 0,02% del DNA di una persona, e da questo inferiscono risultati riguardo il proprio albero genealogico, nella maggior parte dei casi in maniere che da un punto di vista scientifico non sono esattamente irreprensibili — com’è stato palesato dalla coppia di gemelli omozigote che si sono visti recapitare due alberi genealogici diversi. …

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Filippo Lubrano

Innovation and Internationalization Consultant, Journalist, Writer (Cybersec, Asia, Poetry)

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